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CLIMA
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ambiente performativo a cura di mk
progetto: Michele Di Stefano
istruzioni: Philippe Barbut, Biagio Caravano, Laura Scarpini
agenzia di viaggio: personale ingaggiato in loco
produzione mk, Festival Internazionale Santarcangelo dei Teatri in collaborazione con Teatro di Roma/Perdutamente
organizzazione: Anna Damiani e Valeria Daniele
promozione PAV|Diagonale artistica

Clima è un oggetto coreografico auto-organizzato a partire dalla disponibilità di chiunque voglia essere istruito per generarlo. Clima viene riprodotto quotidianamente e ciclicamente all'interno della programmazione di un festival o in qualunque altro contesto di esplorazione del territorio. E' strutturato in tre fasi:

1) Workshop finalizzato alla creazione di un gruppo base di "agenti" che accompagneranno lo sviluppo del progetto.
2) Creazione di un'agenzia di trasferimento dati rivolta al passante generico.
3) Messa in scena quotidiana dei dati ricevuti. Il gruppo dei partecipanti alla performance è composto sia dalle persone che si sono iscritte in agenzia sia dagli agenti istruiti tramite workshop.

La performance ha una durata variabile tra i 5 e i 15 minuti.
Per partecipare bisogna essere preventivamente istruiti iscrivendosi all'Agenzia di trasferimento, dotata di uno spazio per ricevere e poi esercitare precise istruzioni di movimento, in una fascia oraria fissata giorno per giorno, della durata di un'ora e trenta. Il luogo della performance può essere variabile e influenzare l'andamento della stessa.

Clima indaga - con una modulazione fuori formato che può riguardare sia il palcoscenico che un ambiente estraneo - una precisa vocazione della danza all'esplorazione del mondo circostante. Una volta ricevute le istruzioni, il compito di ogni performer sarà infatti quello di occuparsi esclusivamente della collocazione e riproduzione della propria sequenza nello spazio e nel tempo (dove e quando), di modo che il continuo necessario adeguamento della propria attività allo spazio e al gruppo ridefinisca la presenza scenica come una faccenda di adattamento al "fuori" da sé. Ogni attività autonoma è dunque inscritta in un contesto di imprevedibili connessioni e incidenze d'insieme, che generano una costruzione ambientale e climatica, sintonizzata sulle condizioni esterne (gli "altri" e lo spazio aperto), che cambiano continuamente.
Le istruzioni di movimento sono un pretesto per avvicinare corpi differenti e permettergli di condividere lo stesso luogo nella invenzione di una cronologia relazionale e non iconografica.

Adattandosi a sopravvivere all'interno della programmazione di un festival o in un ambiente esterno, Clima prende per buono qualunque spazio (teoria dell'ovunque) sovrapponendo la propria necessità sistemica alla sua funzione d'uso.

Clima è aperto a chiunque, performer – passanti – pubblico generico.
Il progetto prefigura la creazione di una piccola comunità temporanea che si incontra per generare questa attività e reiterarla introducendo di volta in volta nuovi partecipanti.
Il progetto ha anche l'ambizione di determinare condizioni per le quali le persone che lo hanno originato vengono via via sostituite da quelle che aderiscono ai suoi sviluppi

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