con Biagio Caravano, Flora Orciari, Francesca Ugolini, Laura Scarpini, Luciano Ariel Lanza, Michele Di Stefano, Sebastiano Geronimo
coreografia Michele Di Stefano
musica Lorenzo Bianchi Hoesch
disegno luci Giulia Broggi
management Carlotta Garlanda con Silvia Parlani
distribuzione Jean François Mathieu
media Simona Tedeschini
coproduzione mk/KLm 2026, Torinodanza Festival / Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale
con il sostegno di Bassano Operaestate e Triennale Milano
in collaborazione con Centro di Residenza della Toscana (Armunia - CapoTrave/Kilowatt), Comune di Sansepolcro, A.T.C.L. Circuito multidisciplinare del Lazio, Centro nazionale di produzione della danza Cango Firenze, Angelo Mai Roma
con il contributo della Regione Lazio e del Ministero della Cultura
premiere 23/9/26 Torinodanza Festival, Fonderie Teatrali Limone Moncalieri (TO)
due delle anteprime dello spettacolo sono state realizzate all’aperto in orari non serali senza utilizzo di luci:
8 luglio 2026: Arena del Teatro India Roma
28 agosto 2026: Gres Art 671, Bergamo all’interno della mostra di Isaac Julien
durata dello spettacolo in teatro 45’
Lo spettacolo evoca l’atmosfera sospesa di luoghi nei quali i corpi vengono convocati per una prossimità forzata: una sala d’attesa, un’anticamera, il dietro le quinte di un teatro. Altrove sembra avvenire l’azione principale. Le identità e le biografie sono differite, aleggiano vibrazioni sonore che sembrano riferirsi ai limiti udibili dell’ultra e infrasuono, tutto è carico di incertezza. In un crescendo inarrestabile, le danze incarnano un desiderio di scomparsa e di dissolvimento delle figure nel puro flusso dinamico del movimento, lasciano scomparire ciò che siamo per concentrarsi su ciò che diveniamo: sono un archivio di ‘futurità’. Quel che appare è un ambiente complesso e fragile, che è il risultato di accordi e simbiosi stratificate, una specie di barriera corallina che risolve ogni secondo la propria fragilità nei confronti del vuoto che la circonda.
“Buonasera, sembra proprio che ci sia un prologo,
scusatemi ma dovevo dirvi questa cosa che ho visto un po’ di tempo fa, potrei sbagliarmi, ma vale la pena che ve la dica comunque, perché è qualcosa che potrebbe assomigliare al futuro.
San Paolo gennaio 2026,
sono in un piccolo appartamento in un palazzo di 36 piani. Niente di che, anche economico. Sono al sedicesimo piano.
Al dodicesimo c’è la piscina, al primo lavanderia e snack bar, al sesto co-working, al nono sala lettura. Palestra ovviamente. Manca una smoking room. Se non fosse per questa smodata voglia di fumare che ho… potrei non uscire mai più.
E infatti, potrei sbagliarmi ma lo spazio fuori mi sembra leggermente sgombro per il Brasile. Ma questo lo sapete già, che lo spazio che stiamo immaginando là fuori sarà vuoto, privo di ostacoli. Sgomberato.
Lo spazio che stiamo immaginando è quello che permette alla pizza che hai ordinato di arrivare per tempo a casa tua.
E infatti, i rider sfrecciano indisturbati ad ogni ora del giorno e della notte. Sempre in tempo. Quasi non li noti più.
Ora però il colpo di genio:
in una percentuale ancora bassa ma stabile, alcuni di questi rider sono in realtà gli assalitori che ti spettano e che ti aspetti nella metropoli, camuffati con zaino casco e tutto, un travestimento ancora molto efficace per farti abbassare la guardia e favorire la predazione di te in strada.
La cosa mi agghiaccia e mi consola in misura perfettamente uguale.
Arrivederci.”