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PEZZI ANATOMICI

Pezzi Anatomici – uno stato eternamente nascente
cast variabile
con Philippe Barbut, Biagio Caravano, Francesco Saverio Cavaliere, Marta Ciappina, Andrea Dionisi, Sebastiano Geronimo, Luciano Ariel Lanza, Laura Scarpini, Loredana Tarnovschi, Francesca Ugolini
progetto e coreografie Michele Di Stefano
luce Giulia Broggi
make up Adriana Apruzzo e Giulia Neri


Pezzi Anatomici – concerto
musica Lorenzo Bianchi Hoesch
canto Amir Elsaffar


organizzazione Carlotta Garlanda
distribuzione Jean François Mathieu
coproduzione mk/KLm 2020 e Teatro di Roma
in collaborazione con Oceano Indiano, Palazzo delle Esposizioni/public program mostra Sublimi anatomie 2019
con il contributo di MIBACT, Regione Lazio

Pezzi anatomici è un progetto che indaga, adattandovisi, formati differenti: la sala prove col suo andamento sperimentale, il concerto, lo spettacolo o più spettacoli. La scena è luogo di incontro tra attività spettacolare e ricerca sul linguaggio coreografico, con un atteggiamento che apre continuamente alla deriva, all’approfondimento e all’invenzione in diretta, ma in realtà offre al pubblico un meccanismo ritmicamente incalzante e strutturato, mimetizzato nel flusso distratto dell’esperimento. Un nucleo di danzatori stabile si alterna ad artisti di differenti discipline, per costruire insieme un tempo di indagine anatomica che approda a momenti di pura visione, utilizzando la cultura coreografica come chiave di accesso ad un universo di pensiero più vasto. La proposta ricalca il modello e la funzione del “gabinetto anatomico” rinascimentale, dove le informazioni scientifiche venivano corroborate dall’esposizione dei corpi. La forza visionaria della coreografia si manifesta senza essere annunciata, cioè appare all’interno di un processo che tesse discorsi molto ampi che svelano la complessità dei riferimenti che generano le immagini in movimento dei corpi.

Il lavoro nasce dal desiderio di reinventare una lingua corporea cercando diversi atteggiamenti anatomici, e di sicuro ha a che fare con l’animalità, una cosa di cui facciamo esperienza soprattutto come cattività. Mettersi in gabbia, o nel gabinetto anatomico-scientifico, sempre sotto osservazione, diventa una strategia momentanea per scatenare la creazione e cercare in diretta la naturalezza di cui abbiamo bisogno. L’aperto.

Pezzi anatomici si sviluppa nell'ambito del progetto Oceano Indiano - che vede mk fra i gruppi residenti presso il Teatro India: l'occasione della "residenzialità" di mk presso uno spazio cittadino e l'opportunità di poter utilizzare in maniera diversificata il teatro per il lavoro di ricerca, studio e creazione, pongono le basi per la costruzione di un progetto artistico sperimentale e aperto, che permette però a danzatori e coreografo di salvaguardare un tempo ampio per lo studio e l'indagine coreografica, offrendo al tempo stesso al pubblico l'occasione per cogliere l’apparizione di un progetto eternamente nascente..

Le sessioni di prove e i concerti realizzati per Oceano Indiano offrono uno stato performativo sempre all’erta perché estemporaneo e irripetibile, ma sempre dolce e disponibile alla relazione diretta con il pubblico, che può scegliere di fruire lo scorrere di questo tempo come più gli aggrada: sarà il pubblico a definire l’assenza di confini per queste prove di uno spettacolo che mai ci sarà.
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